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Pectinase: enzima per succhi di frutta, vino, oli vegetali, fibre tessili e biomasse vegetali

Team di ricerca Enzymes.bio · Wellington, Nuova Zelanda · June 20, 2026

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La pectinase è una famiglia di enzimi che degrada o modifica la pectina, un polisaccaride strutturale delle pareti cellulari vegetali. Nelle applicazioni industriali aiuta a ridurre viscosità, torbidità e difficoltà di filtrazione in matrici ricche di frutta, polpa, bucce e fibre vegetali, con impieghi consolidati in succhi di frutta, vino, oli vegetali, tessile, carta e trattamento di biomasse [1].

Che cos’è la pectinase e perché è rilevante nei processi vegetali

Con il termine pectinase, o enzima pectinase, non si indica una singola proteina enzimatica, ma un insieme di attività capaci di intervenire sulle sostanze pectiche. La pectina è uno dei componenti che contribuiscono alla coesione tra cellule vegetali, alla consistenza dei tessuti e alla formazione di sistemi viscosi o gelificanti. Quando frutta, verdura o sottoprodotti agroindustriali vengono spremuti, macerati, riscaldati, concentrati o filtrati, la pectina può diventare un ostacolo tecnologico perché trattiene acqua, stabilizza solidi sospesi e rallenta la separazione liquido-solido [1].

La pectinase enzyme function può essere riassunta così: trasformare una matrice vegetale ricca di pectina in una matrice più facilmente estraibile, chiarificabile o filtrabile. Questa funzione è particolarmente importante nella pectinase in fruit juice production, nella vinificazione, nella lavorazione di puree e polpe, nell’estrazione di oli vegetali e nella gestione di fibre o biomasse. In molte ricerche applicative, anche quelle introduttive cercate con frasi come “investigating the use of pectinase in making fruit juice”, l’effetto osservato riguarda proprio la riduzione della resistenza fisica della matrice vegetale e il miglioramento della separazione del succo [1].

Dal punto di vista industriale, la pectinase è quindi un biocatalizzatore di processo: non sostituisce pressatura, centrifugazione, filtrazione o decantazione, ma rende queste operazioni più efficienti quando il collo di bottiglia è legato alla pectina. Questo distingue l’uso tecnico dell’enzima dalle descrizioni generiche che si possono trovare cercando “pectinase wikipedia”: per un utilizzatore B2B, non basta sapere che l’enzima degrada la pectina; è essenziale capire quale problema di processo viene mitigato e in quale matrice vegetale [1].

Meccanismo d’azione: come la pectinase modifica la pectina

La pectina è costituita principalmente da regioni ricche di acido galatturonico, con diversi gradi di esterificazione e ramificazioni laterali a seconda della fonte vegetale. Le pectinasi agiscono su questa struttura in modi diversi: alcune spezzano la catena polimerica, altre rimuovono gruppi metilici, altre ancora catalizzano reazioni di eliminazione che riducono la lunghezza o modificano la solubilità delle sostanze pectiche. Per questo motivo la letteratura descrive categorie come polygalacturonase, pectin methylesterase, pectin lyase e pectate lyase [1].

Le polygalacturonase idrolizzano legami nella catena di acido poligalatturonico, riducendo la dimensione media dei polimeri pectici. Questo può diminuire la viscosità e indebolire la rete che trattiene liquido e particelle fini. Le pectin methylesterase, invece, rimuovono gruppi metilici dalla pectina; questa de-esterificazione cambia la carica e il comportamento della molecola, rendendo la pectina più accessibile ad altre attività pectinoliche o modificandone la capacità di interagire con ioni e componenti della matrice [1].

Le pectin lyase e le pectate lyase agiscono attraverso meccanismi diversi dall’idrolisi classica e possono rompere catene pectiche in condizioni compatibili con specifiche applicazioni industriali. Il risultato pratico, tuttavia, va sempre interpretato nel contesto della matrice: in un succo di mela l’obiettivo può essere chiarificare; in una polpa di frutta può essere ridurre viscosità; in fibre vegetali può essere allentare il materiale pectico che cementa i fasci fibrosi [1].

Questa specificità spiega perché la pectinase non debba essere descritta come un enzima “che scioglie le fibre” in senso generale. La sua azione è centrata sulle sostanze pectiche. Altri polimeri vegetali — cellulosa, emicellulosa, amido, proteine strutturali — richiedono enzimi differenti o combinazioni enzimatiche progettate per obiettivi diversi [1].

펙티나아제는 갈락투론산 중합체를 짧게 만들거나 변형해 식물 세포벽의 펙틴을 약화시키며, 그 결과 물을 결합하고 겔을 형성하며 혼탁을 안정화하는 능력이 줄어듭니다.
Figure 1. 펙티나아제는 갈락투론산 중합체를 짧게 만들거나 변형해 식물 세포벽의 펙틴을 약화시키며, 그 결과 물을 결합하고 겔을 형성하며 혼탁을 안정화하는 능력이 줄어듭니다.

Pectinase vs cellulase: differenze funzionali nei materiali vegetali

Una domanda frequente negli acquisti tecnici e nelle ricerche online è “pectinase vs cellulase”. I due enzimi possono entrambi essere coinvolti nella lavorazione di materiali vegetali, ma non sono intercambiabili. La pectinase prende di mira la pectina, cioè una frazione associata alla lamella mediana e alla matrice della parete cellulare; la cellulase agisce invece sulla cellulosa, il polimero strutturale che conferisce resistenza meccanica alle pareti vegetali.

Aspetto tecnico Pectinase Cellulase
Substrato principale Pectina e sostanze pectiche Cellulosa
Effetto tipico sulla matrice Riduzione di viscosità, torbidità e gelificazione legate alla pectina Indebolimento o idrolisi della frazione cellulosica
Applicazioni tipiche Succhi, vino, polpe, chiarifica, filtrazione, oli vegetali, fibre vegetali Biomasse lignocellulosiche, tessile, detergenza, rilascio di zuccheri da cellulosa
Ruolo nella separazione liquido-solido Migliora la mobilità del liquido quando la pectina ostacola filtrazione o pressatura Può aumentare la disgregazione della parete cellulare se la cellulosa è il target
Rischio di confusione Pensare che degradi tutta la fibra vegetale Pensare che risolva torbidità pectica senza attività pectinolica

In alcune applicazioni possono essere usate formulazioni combinate, ma il razionale deve partire dal substrato. Se il problema principale è un succo viscoso o una velatura dovuta alla pectina, la pectinase è il punto di partenza più diretto. Se l’obiettivo è idrolizzare materiale lignocellulosico o modificare la struttura cellulosica, entrano in gioco cellulasi e altri enzimi accessori [1].

Applicazioni nella produzione di succhi di frutta

La pectinase in fruit juice production è una delle applicazioni più consolidate dell’enzima. Frutti come mela, pera, agrumi, bacche e drupacee contengono pectine che possono rendere la polpa viscosa, trattenere liquido e stabilizzare la torbidità. L’aggiunta di pectinase durante macerazione o trattamento della polpa facilita la degradazione della rete pectica, favorendo il rilascio del succo e migliorando la successiva filtrazione [1].

Nei succhi limpidi, la pectina residua può contribuire a haze, opalescenza o instabilità colloidale. La degradazione enzimatica riduce la capacità della pectina di mantenere in sospensione particelle fini, rendendo più efficaci chiarifica, decantazione e filtrazione. Questo è uno dei motivi per cui le pectinasi sono considerate enzimi di rilievo nell’industria alimentare; alcune revisioni riportano che rappresentano una quota importante, stimata intorno a un quarto, del mercato degli enzimi alimentari [1].

Nei succhi torbidi o nelle puree, l’obiettivo non è necessariamente ottenere limpidezza. In questi casi la pectinase può essere usata per modulare viscosità, pompabilità e separazione delle fasi senza eliminare completamente la componente di corpo desiderata. Il beneficio dipende dalla materia prima, dal grado di maturazione, dal livello di pectina solubile e insolubile e dal punto del processo in cui l’enzima viene inserito [1].

Vinificazione, macerazione e bevande fermentate

In vinificazione, le pectinasi sono impiegate per favorire la degradazione delle pectine presenti nelle bucce e nella polpa dell’uva. Durante la macerazione, la riduzione della matrice pectica può contribuire al rilascio di liquido, colore e composti associati alla struttura cellulare vegetale. Inoltre, la pectina residua può interferire con chiarifica e filtrabilità del vino, rendendo utile il trattamento pectinolico nelle fasi appropriate [1].

폴리갈락투로나아제, 펙틴 메틸에스터레이스, 펙틴 라이에이스, 펙테이트 라이에이스는 펙틴 시스템의 서로 다른 화학적 특성에 작용합니다.
Figure 2. 폴리갈락투로나아제, 펙틴 메틸에스터레이스, 펙틴 라이에이스, 펙테이트 라이에이스는 펙틴 시스템의 서로 다른 화학적 특성에 작용합니다.

L’effetto non va interpretato come un semplice aumento indiscriminato dell’estrazione. La composizione dell’uva, il tipo di vino, il tempo di contatto con le bucce e la strategia di chiarifica influenzano il risultato. L’enzima agisce sulla componente pectica, mentre colore, aroma e struttura finale dipendono da molte altre variabili di processo, inclusi composti fenolici, temperatura, lieviti e gestione della macerazione [1].

Applicazioni analoghe possono essere considerate in altre bevande fermentate o a base vegetale, dove la pectina crea viscosità o instabilità. Tuttavia, ogni matrice richiede una valutazione tecnologica specifica: un trattamento utile in un succo limpido può non essere desiderabile in una bevanda torbida che deve mantenere corpo e sospensione naturale.

Puree, polpe, pomodoro e derivati vegetali

Nella lavorazione di puree e polpe, la pectina contribuisce in modo significativo alla consistenza. In alcuni prodotti questa caratteristica è desiderata; in altri diventa un limite perché riduce la pompabilità, complica lo scambio termico o rende più difficile separare siero, solidi e frazioni fibrose. La pectinase consente di intervenire sulla frazione pectica, riducendo la viscosità e migliorando la gestibilità del materiale [1].

Nel pomodoro e in altre matrici vegetali, la gestione della pectina è particolarmente delicata perché la consistenza è parte della qualità del prodotto. Un trattamento pectinolico può essere utile quando l’obiettivo è chiarificare, estrarre o separare, ma può essere meno adatto quando si vuole mantenere una struttura densa e stabile. La scelta non è quindi “enzima sì o no” in senso astratto, ma dipende dall’obiettivo tecnologico: succo limpido, concentrato, salsa, frazione liquida o sottoprodotto da valorizzare [1].

Anche nelle lavorazioni di bucce, vinacce, sanse e residui di frutta, la pectinase può facilitare la destrutturazione controllata della matrice. Questo può rendere più accessibili componenti solubili o agevolare fasi successive di separazione e trattamento.

Oli vegetali, oliva e separazione di fase

Le pectinasi sono riportate anche tra gli enzimi utili nella lavorazione di materiali vegetali oleosi. Nelle olive e in altri tessuti vegetali, la pectina contribuisce alla struttura della polpa e può influenzare il rilascio dell’olio durante frangitura, gramolazione o separazione. La degradazione delle sostanze pectiche può quindi supportare la liberazione della fase oleosa e la gestione delle emulsioni o delle frazioni acquose [1].

Questo non significa che la pectinase agisca sull’olio in sé. L’enzima non “produce” olio né modifica direttamente i trigliceridi: agisce sulla matrice vegetale che intrappola o ostacola la separazione delle goccioline oleose. È un esempio importante di meccanismo indiretto: modificando il tessuto pectico, si migliorano le condizioni fisiche della separazione.

주스 추출에서 펙티나아제는 보통 과일을 으깨거나 펄프로 만든 뒤, 압착·청징·여과·분리 전에 적용됩니다.
Figure 3. 주스 추출에서 펙티나아제는 보통 과일을 으깨거나 펄프로 만든 뒤, 압착·청징·여과·분리 전에 적용됩니다.

La rilevanza pratica dipende dal tipo di materia prima, dal processo meccanico e dalla compatibilità dell’enzima con le condizioni operative. In scenari industriali, il vantaggio più realistico è la maggiore efficienza della separazione, non una trasformazione chimica dell’olio.

Tessile, retting, carta e biomasse

Oltre all’industria alimentare, la pectinase è impiegata in filiere in cui la pectina agisce da materiale cementante tra fibre vegetali. Nel retting e nel trattamento di fibre naturali, la rimozione controllata delle sostanze pectiche può facilitare la separazione dei fasci fibrosi e migliorare la pulizia del materiale. Questo impiego è coerente con il ruolo della pectina nella lamella mediana e nella coesione dei tessuti vegetali [1].

Nel settore carta e polpa, le pectinasi possono essere considerate in processi che mirano a modificare componenti non cellulosiche della matrice vegetale. Anche in questo caso è importante distinguere tra degradazione della pectina e degradazione della cellulosa: una strategia pectinolica può ridurre interferenze dovute alle sostanze pectiche senza puntare necessariamente alla rottura della fibra cellulosica principale [1].

Nella valorizzazione di biomasse e sottoprodotti agroindustriali, l’enzima pectinase può contribuire a rendere più trattabili residui ricchi di bucce, polpe e frazioni vegetali. Questo è uno dei collegamenti tra applicazioni alimentari e bioprocessi: la stessa chimica della pectina che crea problemi di viscosità nei succhi può influenzare anche la gestione di reflui, scarti e materie prime secondarie [1].

Produzione enzimatica: fonti microbiche e sviluppo industriale

La pectinase enzyme production è ampiamente studiata perché le pectinasi microbiche sono centrali nelle applicazioni industriali. Batteri, funghi e lieviti possono produrre attività pectinoliche, ma molte ricerche si concentrano sui funghi filamentosi per la loro capacità di secernere enzimi extracellulari nel mezzo di coltura, facilitando il recupero e l’impiego tecnologico [1].

La ricerca su isolation and identification of pectinase producing bacteria e microrganismi fungini ha lo scopo di individuare ceppi capaci di produrre pectinasi con profili adatti a specifiche condizioni di processo. Questo tipo di ricerca non riguarda solo la tassonomia: mira a collegare microrganismo, substrato, condizioni di coltivazione e prestazioni dell’enzima. Per esempio, studi recenti hanno valutato la produzione di pectinase da ceppi nativi di Aspergillus usando sottoprodotti agroindustriali come base del bioprocesso [2].

L’impiego di residui agroindustriali nella produzione di enzimi è rilevante perché collega due esigenze: ottenere biocatalizzatori utili e valorizzare materiali vegetali sottoutilizzati. Nello studio su Aspergillus cervinus ARS2, la produzione di pectinase è stata massimizzata attraverso un approccio statistico applicato al bioprocesso, mostrando come la ricerca attuale punti a ottimizzare resa e sostenibilità senza dipendere esclusivamente da substrati convenzionali [2].

펙티나아제에 의한 탈중합은 펙틴이 안정화한 혼탁을 줄이고 침전이나 여과 특성을 개선할 수 있습니다.
Figure 4. 펙티나아제에 의한 탈중합은 펙틴이 안정화한 혼탁을 줄이고 침전이나 여과 특성을 개선할 수 있습니다.

Per l’utilizzatore finale, tuttavia, il dato più importante non è replicare la produzione dell’enzima, ma comprendere che le prestazioni applicative dipendono dal profilo dell’attività pectinolica, dalla matrice trattata e dalle condizioni operative. Enzymes.bio opera come fornitore commerciale, non come produttore né come laboratorio di analisi.

Stabilità enzimatica e immobilizzazione: cosa dice la ricerca recente

Un tema di sviluppo riguarda l’immobilizzazione della pectinase su supporti solidi. L’obiettivo è aumentare stabilità, riutilizzabilità e compatibilità con processi continui, riducendo la perdita di enzima e migliorando la gestione operativa in sistemi industriali. La ricerca su nanocarrier di silice per immobilizzazione della pectinase è un esempio di approccio orientato a migliorare la stabilità enzimatica in applicazioni continue [3].

L’immobilizzazione non deve però essere confusa con l’uso più comune di pectinase come additivo di processo in una matrice liquida o semisolida. Nei processi alimentari tradizionali, l’enzima viene spesso disperso nel substrato per agire sulla pectina accessibile; nei sistemi immobilizzati, invece, l’enzima è associato a un supporto e il substrato deve entrare in contatto efficace con la superficie catalitica [3].

Questi sviluppi sono importanti per applicazioni future, ma non cambiano il principio di base: la pectinase è utile quando la pectina è un fattore limitante. Che l’enzima sia libero o immobilizzato, la sua efficacia dipende dall’accessibilità del substrato pectico, dalla compatibilità con pH e temperatura del processo e dal tempo di contatto sufficiente per ottenere la modifica desiderata.

Condizioni d’uso: parametri da comprendere senza semplificare troppo

Come tutte le proteine enzimatiche, la pectinase è influenzata da temperatura, pH, tempo di contatto, miscelazione e composizione della matrice. Un trattamento troppo blando può non modificare abbastanza la pectina; condizioni troppo severe possono ridurre l’attività dell’enzima o alterare la qualità del prodotto. La letteratura sulle pectinasi evidenzia infatti che attività e stabilità sono strettamente legate alle condizioni del sistema in cui l’enzima opera [1].

La distribuzione omogenea dell’enzima è particolarmente importante in polpe dense, puree e biomasse. Se la pectinase non raggiunge le zone ricche di pectina, il trattamento può risultare disomogeneo: alcune frazioni diventano più fluide, altre restano viscose. In sistemi liquidi, la miscelazione favorisce il contatto enzima-substrato; in sistemi semisolidi, anche la dimensione delle particelle e il grado di disgregazione meccanica influenzano l’accessibilità della pectina.

La temperatura deve essere vista come un compromesso: temperature moderate possono aumentare la velocità di reazione entro l’intervallo compatibile con l’enzima, mentre trattamenti termici eccessivi possono denaturare la proteina. In un processo reale, la pectinase viene quindi collocata in una fase in cui la pectina è accessibile e le condizioni non annullano l’attività prima che l’enzima abbia completato la sua funzione tecnologica [1].

펙티나아제는 펙틴이 흐름, 방출 또는 분리를 제한하는 과일, 채소, 식물성 원료, 감귤 부산물, 섬유 및 오일 분리 공정 전반에 사용됩니다.
Figure 5. 펙티나아제는 펙틴이 흐름, 방출 또는 분리를 제한하는 과일, 채소, 식물성 원료, 감귤 부산물, 섬유 및 오일 분리 공정 전반에 사용됩니다.

Benefici industriali attesi e limiti realistici

I benefici più solidi della pectinase sono operativi: riduzione della viscosità, migliore filtrabilità, chiarifica più efficiente, aumento della trattabilità di polpe e materiali vegetali, supporto alla separazione liquido-solido e gestione più prevedibile di matrici ricche di pectina. Questi vantaggi spiegano l’uso dell’enzima in succhi, vino, oli vegetali, tessile, carta e trattamento di biomasse [1].

Il limite principale è che la pectinase funziona solo se la pectina è effettivamente una causa rilevante del problema. Se la torbidità deriva soprattutto da proteine, amidi, colloidi non pectici o particelle minerali, la sola pectinase potrebbe non produrre il risultato atteso. Allo stesso modo, se la bassa resa di estrazione è causata da macinazione insufficiente, pressatura inadeguata o materia prima degradata, l’enzima può aiutare ma non correggere l’intero processo.

È quindi più corretto considerare la pectinase come uno strumento di processo, non come una soluzione universale. Il suo valore emerge quando il problema è coerente con il suo bersaglio biochimico: la pectina.

Acquisto online B2B: pectinase buy, pectinase Amazon, pectinase Sigma ed Enzymes.bio

Chi cerca online termini come “pectinase buy”, “pectinase amazon” o “pectinase sigma” può avere intenti molto diversi: acquisto didattico, uso di laboratorio, valutazione commerciale o impiego industriale. In ambito B2B, la differenza principale riguarda la finalità d’uso: un enzima per processo industriale deve essere valutato in relazione alla matrice vegetale e al risultato tecnologico desiderato, non solo al nome generico “pectinase”.

Le piattaforme digitali B2B hanno reso più diretto l’accesso a prodotti industriali, ma richiedono anche informazioni tecniche chiare per evitare confusione tra prodotti da laboratorio, materiali didattici e ingredienti o ausili di processo. La letteratura sulle piattaforme B2B evidenzia proprio il ruolo dell’architettura digitale e dell’informazione di prodotto nel collegare acquirenti professionali e fornitori [4].

Enzymes.bio è un fornitore commerciale online, non un produttore e non un laboratorio. La pectinase è venduta direttamente online in unità da 1 kg; il pagamento avviene online e l’ordine viene poi evaso e spedito. Il CoA e la SDS sono forniti insieme all’ordine, così l’acquirente riceve la documentazione associata al lotto acquistato.

레팅과 탈검 공정에서 펙티나아제는 펙틴성 결합 물질을 약화시켜 식물 섬유가 더 쉽게 분리되도록 돕습니다.
Figure 6. 레팅과 탈검 공정에서 펙티나아제는 펙틴성 결합 물질을 약화시켜 식물 섬유가 더 쉽게 분리되도록 돕습니다.

Come interpretare correttamente il nome “enzima pectinase”

L’espressione italiana “enzima pectinase” è utile ma può essere imprecisa se viene letta come se esistesse un solo tipo di pectinase. In realtà, le pectinasi comprendono attività con meccanismi differenti e risultati applicativi diversi. Per questo, due prodotti commerciali chiamati “pectinase” possono non comportarsi in modo identico in un succo, in una purea o in una fibra vegetale [1].

La scelta applicativa deve partire dalla matrice: frutta ad alto contenuto di pectina, polpa viscosa, materiale fibroso, refluo agroindustriale o fase di processo da chiarificare. In secondo luogo bisogna considerare l’obiettivo: ridurre viscosità, aumentare resa di estrazione, migliorare filtrabilità, favorire chiarifica o modificare la struttura di fibre vegetali.

Questa impostazione evita sia le promesse eccessive sia l’uso improprio dell’enzima. La pectinase non è un conservante universale, non sterilizza, non sostituisce una buona progettazione di processo e non degrada indiscriminatamente tutta la biomassa vegetale. È invece un biocatalizzatore mirato alla componente pectica.

Conclusione: quando la pectinase è la scelta tecnica corretta

La pectinase è una soluzione enzimatica ben documentata per processi in cui la pectina ostacola estrazione, chiarifica, filtrazione, separazione o gestione della viscosità. Le applicazioni più consolidate riguardano succhi di frutta, vino, puree, oli vegetali, fibre tessili, carta, biomasse e reflui agroindustriali, con una base scientifica centrata sulla degradazione o modificazione delle sostanze pectiche [1].

Il principio operativo è semplice ma specifico: se la pectina è il fattore che lega la matrice, trattiene liquido, stabilizza torbidità o aumenta viscosità, la pectinase può rendere il processo più efficiente. Se invece il problema dipende da altri polimeri o da limiti meccanici di processo, l’enzima può avere un ruolo parziale o richiedere integrazione con altre strategie.

Per acquirenti professionali, Enzymes.bio offre pectinase online in confezioni da 1 kg, con CoA e SDS forniti insieme all’ordine. Il valore tecnico del prodotto va interpretato nel modo più corretto: non come una promessa generica, ma come uno strumento enzimatico mirato alla gestione industriale delle matrici vegetali ricche di pectina.

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Riferimenti

Numerati in ordine di prima citazione. Fonti open access, ciascuna verificata come raggiungibile al momento della pubblicazione; i numeri di citazione nel testo rimandano qui.

  1. Shrestha, S., Rahman, M. S., & Qin, W. (2021). New insights in pectinase production development and industrial applications. Applied Microbiology and Biotechnology, 105, 9069 - 9087.
  2. Shet, A. R., Muhsinah, A., Alhazmi, A., Achappa, S., Desai, S., Mahnashi, M., Muddapur, U. M., … et al. (2022). Bioprocessing of Agro-Industrial Waste for Maximization of Pectinase Production by a Novel Native Strain Aspergillus cervinus ARS2 Using Statistical Approach. Separations.
  3. Behram, T., Pervez, S., Nawaz, M. A., Ullah, R., Khan, A. A., Ahmad, B., Alanzai, A. M., … et al. (2023). Synthesis and analysis of silica nanocarriers for pectinase immobilization: Enhancing enzymatic stability for continuous industrial applications. Heliyon, 10.
  4. Mourtzis, D., Angelopoulos, J., & Panopoulos, N. (2021). A survey of digital B2B platforms and marketplaces for purchasing industrial product service systems: A conceptual framework. Procedia CIRP, 97, 331-336.